Festival di Psicologia

Dal 25 al 29 maggio il Festival animerà alcune delle location più significative di Roma con un calendario ricchissimo di iniziative, un palinsesto di 9 eventi e più di 40 ospiti del mondo della cultura, delle istituzioni e dello spettacolo con i quali seguiremo le diverse traiettorie del viaggio. Un denominatore comune, l’emozione, e tantissime destinazioni. I temi saranno: il viaggio come metafora del cambiamento, i comportamenti che la rete induce negli adolescenti, compreso il cyberbullismo, l’amore, la convivenza nei territori, con particolare attenzione ai luoghi colpiti dal terremoto, le emozioni che accompagnano lo sport, gli stereotipi di genere, le relazione tra il vero e il falso nell’epoca della post verità, l’ironia.
Il Festival Psicologia diventa un viaggio nelle emozioni Con il viaggio la psicologia condivide per costituzione i due ingredienti principali: la curiosità che spinge alla conoscenza e il desiderio di trasformazione. Cambiare significa avere un sogno, un movente, un orizzonte a cui tendere, qualcosa da lasciare, e significa darsi il giusto tempo, saper leggere la mappa di partenza, mettere nel bagaglio le risorse a disposizione, scegliere il passo. Anche se il punto di arrivo si chiarisce nel percorso, quello che genera conoscenza e produce un mutamento autentico passa necessariamente attraverso l’universo emotivo. Esplorare, amare, ridere, vincere, perdere, condividere, essere uomini e donne che si confrontano con le proposte e i paradossi della contemporaneità, soggetti attivi nel cambiamento che accade: le emozioni compongono l’alfabeto con cui leggiamo e interpretiamo la realtà e attraverso le emozioni trasformiamo noi stessi, le nostre relazioni, il nostro mondo. La psicologia conferma in questo orizzonte il suo essere una pratica, che legge e accompagna i processi di cambiamento, facilita i progetti di trasformazione, aiuta a sciogliere i nodi.